da Giuseppe de Santis | Gen 20, 2023 | Articoli, Comunità
Ci è giunta in queste ore la notizia della morte di Giovanni Casciaro , animatore della Associazione Marina Serra. Ha contribuito attivamente alla redazione e revisione dello statuto attuale della RSR. Ha partecipato ai lavori dell’assemblea europea di Agroecology Europe a Barcellona nel 2021- Dai quei giorni spesi insieme scaturisce l’idea di scrivere un articolo divulgativo per “Il Fatto Quotidiano” che mettesse in luce le contraddizioni del sistema agricolo europeo e le alternative offerte dalla agroecologia. In memoria di Nino e della sua capacità di scrivere “per tutti”, anche cose specialistiche e complicate, riproponiamo qui come ringraziamento per il lavoro fatto assieme le bozze di quell’articolo
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Martedì 23 Novembre, dopo una trattativa durata tre anni, l’Europarlamento ha approvato la nuova politica agricola comunitaria (Pac). È stato un atto politico di grande rilevanza: entrerà in vigore nel 2023 e durerà fino al 2027, prevede l’utilizzo di ben 386,6 miliardi di euro, che rappresentano circa un terzo del bilancio pluriennale dell’Unione Europea. Risorse ingenti, con le quali sarebbe possibile, urgente e doveroso far fronte ai tanti problemi presenti nel settore agricolo europeo, tra cui quelli impellenti legati alla crisi climatica.
E invece la nuova Pac conferma criteri iniqui di ripartizione dei sussidi, basati sulla dimensione delle aziende agricole, con l’assegnazione della stragrande maggioranza dei fondi ai potentati dell’agro-business, che costituiscono una minoranza degli agricoltori. Si continua così a finanziare un modello insostenibile: monocolture, allevamenti intensivi, utilizzo di pesticidi e di chimica nociva; metodi di produzione agricola e di allevamento che comportano perdita di biodiversità, emissioni di gas serra, rischio di pandemie con il salto di specie dei microorganismi. Si aggrava così la già problematica situazione esistente.
Tutto questo presenta una clamorosa incoerenza con le strategie “Biodiversità 2030” e “Farm to Fork“, stabilite dall’Unione Europea, che prevedono obiettivi ambientali quali: dimezzare l’uso e il rischio di pesticidi, le perdite di nutrienti, le vendite di antimicrobici utilizzati per gli animali d’allevamento e l’acquacoltura, aumentare la superficie dell’agricoltura biologica del 25%. Quindi ancora una volta, come denunciano le organizzazioni dell’agrobiologico, della protezione dell’ambiente e degli animali, seppur con qualche provvedimento migliorativo, sono scelte politiche in contraddizione le promesse del Green Deal europeo.
Inoltre, anche con la nuova Pac si continua a destinare risorse decisamente insufficienti ai piccoli agricoltori, spesso giovani con un elevato livello di istruzione e di formazione, impegnati a garantire cibo sano con la ricerca di metodi innovativi, applicati anche recuperando saperi tradizionali.
Tuttavia sarebbe ancora possibile rendere più sostenibile la Pac. Lo si potrebbe fare definendo un buon Piano Strategico Nazionale (PSN), che ogni Paese Europeodeve presentare alla UE entro il 31 dicembre per l’utilizzo dei fondi assegnati. Purtroppo però questo in Italia non sta avvenendo, come denuncia una coalizione composta da oltre 80 organizzazioni del mondo ambientalista e agrobiologico, denominata #CambiamoAgricoltura, che continua a proporre al governo cambiamenti migliorativi e puntuali sul PSN.
In Europa comunque sono presenti molteplici esperienze che dimostrano come sia possibile realizzare una nuova prospettiva in agricoltura. La rilevanza di tali esperienze è emersa anche recentemente negli incontri del Forum Agroecologico Europeo 2021, tenutosi a Barcellona, organizzato da Agroecology Europe insieme al partner locale “Red de Ciudades por la Agroecología”, e per parte italiana da Rete Semi Rurali.
Agricoltori di nazionalità spagnola, francese e italiana hanno avuto la possibilità di confrontarsi con agricoltori locali, ricercatori, membri di associazioni della società civile “su come l’agroecologia può rigenerare i nostri sistemi alimentari e le comunità, migliorando la biodiversità”. Il Forum ha offerto occasioni di scambio, visite sul campo, incontri, e sono emerse molteplici esperienze di innovazione al servizio della transizione ecologica.
I Piani Strategici Nazionali dovrebbero sostenere quindi questo tipo di esperienze, diffuse in tutta Europa, affermando il principio che i “soldi pubblici siano destinati ai beni pubblici”, cioè al “sostegno di pratiche che hanno impatto positivo sulle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori, sulla salute delle consumatrici e dei consumatori, sul benessere degli animali, sull’ambiente e sul clima, senza trascurare la tutela del reddito delle aziende agricole”. Sta a noi tutti pretenderlo.
da Valeria Grazian | Nov 23, 2022 | Articoli, Comunità
Sviluppo di soia per alimentazione umana e animale in biologico
di Piercarlo Tivano – Scuola Agraria Salesiana di Lombriasco
Copasudi, progetto di cooperazione tra piccole aziende agricole sulla soia ad utilizzo diretto nasce, ancor prima di essere ammesso a finanziamento dalla misura 16.1.1 del PSR della Regione Piemonte, da una reale necessità delle piccole aziende a conduzione prevalentemente biologica di poter utilizzare la soia, per i propri allevamenti, direttamente prodotta in azienda senza doverla sottoporre a trattamenti fisici (deoleazione e tostatura) difficilmente realizzabili in piccole realtà.
Il progetto mette in rete aziende agricole con o senza allevamenti, ricadenti in provincia di Torino, al fine di costituire una popolazione eterogenea evolutiva di soia partendo da nove varietà non OGM, costituite prevalentemente in Italia dall’Ersa, a basso fattore antinutrizionale e quindi utilizzabili direttamente per l’alimentazione animale. Oltre alle aziende agricole partecipano al progetto Rete Semi Rurali, Università di Padova, Università di Udine e la Scuola Agraria Salesiana di Lombriasco (TO). La cooperazione riguarda anche l’utilizzo di attrezzature presenti o acquistate dai partecipanti al progetto e messe a disposizione delle aziende oltre alla condivisione dei saperi e delle esperienze.
Tra le realtà che si occupano della coltivazione, l’azienda Savarino Gianfranco di Fiano (TO) si avvale della trazione animale con il cavallo per l’espletamento di alcune operazioni, tra cui la semina e la sarchiatura della coltura. La trazione animale ha condizionato la distanza di semina tra le file che è stata portata a 70-75 cm per permettere il passaggio del cavallo per le successive operazioni di pulizia dalle infestanti dell’interfila. L’azienda si è dotata, tramite il finanziamento del progetto, di un portattrezzi a cui si possono applicare le seminatrici e gli organi sarchianti. Questo attrezzo può essere trainato anche con piccole trattrici.
Il progetto COPASUDI si concluderà a fine autunno 2023: produrrà una miscela da cui si svilupperà una popolazione di soia e si avrà un riscontro con dei dati su produzioni zootecniche di piccola scala.
Le quattro aziende che si occupano della coltivazione, al momento al secondo anno di produzione, si sono trovate ad affrontare la gestione delle erbe infestanti che nella coltura della soia hanno dato non poche difficoltà. Altra problematica che si è riscontrata nel primo anno di coltivazione è stata la sindrome dello stelo verde che ha creato difficoltà nella trebbiatura che si effettua con una piccola trebbiatrice. Alcune risposte sulla gestione della coltura e delle infestanti si sono avute dalla recente visita in Friuli nel mese di agosto, presso aziende biologiche che si confrontano da decenni con la coltivazione della soia attivando tecniche di rotazioni e con l’ausilio di attrezzature studiate e realizzate sulle reali necessità colturali. Confronto e condivisione con altre realtà, punto fondamentale del progetto, hanno innescato delle riflessioni tra i partecipanti evidenziando la necessità di apprendere maggiori informazioni tecnico pratiche che sono frutto di anni di esperienza in campo. Inoltre in questo secondo anno sono state eseguite le prime prove di appetibilità della soia prodotta che è stata schiacciata con una schiacciatrice acquistata dal progetto dall’azienda l’Altromercato di Luca Ferrero. La soia così schiacciata in tre granulometrie differenti e miscelata con altre granaglie è stata sottoposta al “gradimento” di un gruppo di galline e il consumo comparato con l’alimentazione tradizionale. Si è così avuta la risposta alla granulometria migliore per le prove di somministrazione che si attiveranno, dopo l’analisi della granella prodotta e la formulazione di una razione idonea, nell’autunno-inverno prossimo con gruppi di galline ovaiole e polli da ingrasso, oltre a un gruppo di ovini da ingrasso, al fine di verificarne anche una risposta produttiva.
La conclusione del progetto che sarà a fine autunno 2023 produrrà una miscela da cui si svilupperà una popolazione di soia e si avrà un riscontro con dei dati su produzioni zootecniche di piccola scala.
Le aziende che partecipano al progetto sono: l’Altromercato di Luca Ferrero, l’azienda Savarino Gianfranco, La Gallinella, l’azienda Mellano Emanuele, l’azienda Paolo Cabiati, l’azienda della Scuola Agraria Salesiana.
da Valeria Grazian | Nov 23, 2022 | Articoli, Comunità
COPASUDI rilancia la consolidata esperienza maturata da Asci Piemonte nell’utilizzo della trazione animale in agricoltura. Ma qual è l’attuale situazione del movimento per la Trazione Animale in Italia?
Marco Spinello praticante e formatore nell’ambito specifico dell’agricoltura di montagna e nell’utilizzo degli asini, formatosi alla storica scuola francese di Prommata grazie ad un contributo di WWOOF Italia, ha negli anni restituito la competenza acquisita in numerose giornate organizzate sull’arco alpino e nell’Appennino Ligure. “Questi anni di pandemia hanno visto retrocedere molti dei protagonisti del movimento: alcuni come Mario Gala sono venuti a mancare, altri sono semplicemente invecchiati e in qualche caso hanno abbandonato l’agricoltura” ci dice Marco che prosegue “la trazione animale non è una tecnica condivisibile da remoto: se viene a mancare la sana relazione fra le persone che nasce nelle occasioni di formazione sul campo, se ne perdono buona parte dei benefici che sono fatti di passione, entusiasmo e scambio”.
Altro storico protagonista del movimento è Albano Moscardo, autore del sito Noi e il Cavallo attraverso cui condivide tecniche, attrezzature da lui stesso progettate e i numeri della rivista collegata. Albano è protagonista della cosiddetta “trazione animale assistita” che oggi trova ulteriori evoluzioni nella versione 4.0 innovazione recentemente premiata in Toscana. In questa regione è attivo un altro storico praticante e formatore della Trazione Animale: Roberto Libralato, fra le altre cose generoso organizzatore delle giornate dimostrative promosse qualche anno fa a Mondeggi in collaborazione con WWOOF Italia.
La Trazione Animale, per un “ritorno al futuro” nonostante qualche difficoltà, gode di ottima salute e si sta propagando sul nostro territorio grazie ad un crescente numero di aziende agricole che la hanno scelta per coerenza, efficienza e sostenibilità.
da Valeria Grazian | Nov 23, 2022 | Articoli, Comunità
Intervista all’azienda agricola Stocchi
I sistemi colturali italiani stanno cambiando profondamente spinti dai cambiamenti dei consumi, le nuove disposizioni della PAC, incertezza economiche, e non ultimi i cambiamenti climatici. Il crescente interesse per le leguminose si muove in questo senso.
Il fagiolo dall’occhio (Vigna unguiculata) è una leguminosa di origine africana, diffusa in Europa dall’epoca classica, e deve il nome al caratteristico “occhio” bianco o nero chiaramente visibile sul legume presente in molte varietà.
A livello agronomico presenta numerosi vantaggi: in quanto leguminosa apporta una fertilizzazione azotata del terreno, ha fabbisogni colturali modesti, cresce rapidamente contrastando efficacemente le infestanti, riducendone la banca semi, è una coltura flessibile e plastica che resiste bene agli shock metereologici quali siccità e grandinate, si inserisce efficacemente nelle rotazioni colturali specie coi cereali, presenta una notevole varietà genetica (oltre 200 varietà disponibili), produce inoltre, specie in alcune varietà, una notevole biomassa verde, configurandosi quindi come una coltura interessante anche per il sovescio, così come per la produzione di foraggio, anche insilato con l’aggiunta di opportuni fermenti. Il fagiolo dall’occhio si presenta quindi come un’interessante pianta multifunzionale in grado di venire incontro a differenti utilizzi dalla produzione di granella, foraggio o biomassa, all’impiego come cover crop o al suo ruolo nell’apporto di fertilità.
Sentiamo ora una testimonianza diretta di agricoltori che coltivano fagiolo dall’occhio in rotazione.
1) Da quando e quali leguminose coltivate?
Da più di trent’anni, abbiamo cominciato con la soia che già allora utilizzavamo come apportatore di sostanza ai nostri terreni. La coltivazione di soia ha ricoperto una parte dell’azienda fino agli anni 2000; saltuariamente, dopo aver cominciato la produzione senza sostanze di sintesi, biologica, si sono fatti piccoli campi di borlotti e fagioli azuki con scarsi risultati a causa delle caratteristiche del terreno e del clima più freddo delle nostre latitudini. I fagioli dall’occhio sono entrati in azienda nel 2008 assieme agli azuki, diventando a oggi l’unico legume che dopo diverse prove risulta il più adatto per noi.
2) Quali sono i pro e i contro nel coltivare leguminose in un’azienda in gran parte risicola?
I contro sono: la mancanza di attrezzature specifiche per i legumi, la mancanza di conoscenze specifiche sul nostro territorio riferite alla coltivazione di leguminose (l’esperienza non tramandata va sperimentata anno dopo anno, rallenta l’ assimilazione del metodo più adatto alla coltivazione). Altro fattore “contro” in alcuni casi è la composizione del terreno, nel nostro caso molto argilloso. I pro sono: l’apporto nutritivo che i legumi danno alla terra, permettendo così alla coltivazione successiva, riso, di assimilare e trasformare il nutrimento in massa vegetativa.
3) I riscontri agronomici ed economici sono stati positivi?
Agronomicamente si riscontrano più fattori positivi: miglioramento della fertilità, riduzione delle infestanti e dilazionamento dei lavori (distribuiti nell’arco della stagione e non concentrati esclusivamente nei 4 mesi come per il riso). A livello economico, la rotazione con coltura leguminosa, considerando i prezzi di vendita attuali, è paragonabile o di poco inferiore alla produzione di riso. La difficoltà resta una produzione costante e abbondante che non sempre riesce.
4) Cosa consiglieresti ad un agricoltore che vorrebbe introdurre leguminose nel suo piano colturale?
Di fare delle ricerche, contattando colleghi che già hanno sperimentato e raccolto esperienze a riguardo. La forma di scambio di buone pratiche risulta sempre vincente!
da Valeria Grazian | Set 28, 2022 | Articoli, Comunità
E’ indetto un bando per l’assegnazione di numero 9 (NOVE/00) appezzamenti di terreno (link a PDF bando) da utilizzare per uso ortivo da parte dei cittadini residenti nel Comune di Scandicci, in possesso dei requisiti previsti dal “Regolamento per l’assegnazione e l’uso degli orti” (link PDF regolamento) (d’ora in avanti “Regolamento”), allegato all’avviso quale parte integrante e sostanziale.
Coloro che sono interessati a concorrere per l’inserimento in graduatoria per l’assegnazione degli orti devono presentare domanda entro e non oltre il giorno 31 ottobre 2022, alle ore 13:00 nelle seguenti modalità:
1. Domanda inserita ed inviata ON-LINE, collegandosi all’apposita pagina web tramite il seguente link esterno: https://forms.gle/vx8ifKtpMahZq39w9;
2. Domanda su apposito modulo (allegato al presente avviso), da inviare via posta o da consegnare presso:
RETE SEMI RURALI Piazza Brunelleschi 8 – 50018 – SCANDICCI (FI)
ORARIO DI APERTURA: Dal lunedì al venerdì ad orario continuato dalle ore 9.30 alle ore 13.00
Per le domande inviate via posta farà fede il timbro postale di invio.
da Valeria Grazian | Mag 15, 2022 | campi sperimentali, Coltiviamo la diversità!, Comunità, filiere locali, innovazione, Pratiche agroecologiche, Ricerca azione, ricerca partecipata, Seminare il cambiamento, Sistemi sementieri
Tornano le numerose occasioni di incontro, attività e scambio di esperienze sul campo di Un Mese di Cereali. Di seguito il calendario provvisorio che raccoglie le iniziative di cui abbiamo avuto notizia. Alcune sono in corso di definizione, pertanto attendiamo dettagli.
Negli appuntamenti di quest’anno si intrecciano varie attività e progetti con occasioni di incontro sul campo, rilievi per attività di sperimentazione e di miglioramento partecipativo, approfondimenti e scambio di esperienze.
Un buon mese dei cereali a tutti!
Incontri sul campo
I partner di progetto organizzano una giornata in campo per visitare i campi sperimentali di popolazioni evolutive ospitati dalle aziende agricole partner del progetto.
Visita ai campi sperimentali, confronto sulle prospettive della Campagna e Laboratorio di Produzione biscotti della varietà Gentil Rosso. A cura di ASCI Piemonte presso fiera Ninfea Verde ad Osasco (TO) e Istituto Agrario Prever.
A cura di Rete Semi Rurali e dei partner del progetto “diffondere diversità, rafforzare comunità” della Fondazione Cariplo.
Presso l’azienda agricola Stuard i partner del progetto organizzano un “open day sui frumenti” con visita ai campi sperimentali e dimostrativi di popolazioni di frumenti ospitati dall’azienda.
2 giugno – Coltiviamo la Diversità! a San Giuliano di Puglia
Si svolgerà presso l’azienda agricola Petacciato la visita ai campi, ai laboratori di trasformazione e pranzo condiviso.
L’Associazione di Solidarietà Campagna Italiana, A.S.C.I. in collaborazione con l’Istituto Agrario di Lombriasco, organizza una giornata per la valorizzazione dell’agricoltura contadina e la conoscenza e la comparazione tra varietà di grani teneri antichi in campo, consapevoli che la biodiversità agricola va coltivata.
Consueto appuntamento di confronto tra attori delle nuove filiere cerealicole presso l’az. agr. Biologica Floriddia. Quest’anno l’incontro si concentrerà sugli strumenti digitali elaborati da RSR per la tracciabilità della semente: il database della casa dei semi, l’App Fieldbook, e la piattaforma Seedlinked. Maggiori dettagli nella locandina a breve disponibile sul sito.
Giornata in campo a San Nicolò Gerrei (CA). La giornata prevede una parte in campo al mattino, con selezione partecipativa all’interno di una popolazione di lupino bianco, pranzo e incontro con gli attori coinvolti.
3 luglio – Coltiviamo la Diversità! in Toscana
Torna la giornata in campo presso l’azienda agricola Passerini a Torrita di Siena. “I campi svelati” è una giornata dedicata alla visita delle produzioni dell’azienda agricola. Dibattiti e pranzo condiviso. A breve disponibile locandina dell’evento.
Una settimana di condivisione e approfondimenti sulla vita rurale e la coltivazione del grano ma non solo, questo è #campdigrano.. La domenica l’ormai tradizionale appuntamento del Palio del Grano nel quale i rioni di Caselle in Pittari si sfidano in una avvincente gara di mietitura a mano.
22 – 24 luglio – Festa della mietitura a Rieti
Si svolgerà presso l’azienda agricola Tularù una tre giorni dedicata al grano, con incontri, dibattiti, presentazione dei libri e la mietitura collettiva del grano. A breve locandina con programma dettagliato.
23 luglio – Trebbiatura collettiva a Isola Vicentina
Si svolgerà presso la Casa delle sementi del Veneto una giornata di trebbiatura collettiva del grano. L’iniziativa è occasione di incontro, scambio e festa conviviale dopo il raccolto.