Una risorsa per mitigare gli effetti del cambiamento climatico
di Ferdinando Branca, Giulio Flavio Rizzo, Giovanfrancesco Grosso, Donata Arena, Nicolas Al Achkar – Uni Catania
Già nel secolo scorso Nikolaj Ivanovič Vavilov (1887-1943), agronomo, botanico e genetista russo, aveva capito che la diversità genetica era maggiormente concentrata in regioni specifiche del nostro pianeta, mentre nelle aziende agricole questa era conseguenza delle diverse condizioni pedo-climatiche, delle tecniche colturali adottate e della selezione umana.
Sulla base di ciò egli aveva identificato otto regioni geografiche di origine delle principali colture, successivamente indicate con il nome di “Centri Primari di Origine di Diversificazione delle Colture Agrarie”. Gli otto Centri individuati (Cina, India e Indomale-
sia, Asia Centrale, Medioriente, Bacino del Mediterraneo, Etiopia, Messico meridionale e America centrale, America del Sud) rappresentano aree nelle quali si trovano i parentali selvatici delle specie agrarie e una ricca diversità di una specifica specie, che si esprime con la presenza di diversi morfo-tipi, con variazioni di morfologia, dimensione, colorazione dei diversi organi della pianta (fusto, foglie, infiorescenze, fiore, frutto, etc.).
Nell’ambito del progetto EU Horizon COUSIN si sta ponendo l’attenzione sulla raccolta, caratterizzazione e valorizzazione delle specie parentali spontanee di cinque generi: cavolo (Brassica), frumento (Triticum), lattuga (Lactuca), orzo (Hordeum) e pisello (Pisum), diffusi in Europa. L’Università di Catania coordina il gruppo di lavoro sul genere Brassica, lavorando nello specifico sulla diversità espressa da Brassica oleracea L. nel centro di origine e diversificazione indicato da Vavilov, ovvero il Bacino del Mediterraneo, dove individuò la maggiore diversità di morfo-tipi afferenti a questa specie (cavolo da foglia, cavolo broccolo, cavolfiore, cavolo cappuccio, cavolo rapa, cavolo di Bruxelles, etc.)
La Sicilia, tra i vari territori che si affacciano sul Mediterraneo, esprime una concentrazione di varianti genetiche espresse non solo dalle cultivar locali, soprattutto per cavolo da foglia, cavolo broccolo, cavolfiore e cavolo rapa, ma presenta anche la maggior variabilità di specie spontanee parentali alle suddette colture, quali Brassica drepanensis, B. incana, B. insularis, B. macrocarpa, B. rupestris, B. villosa, etc., che nei decenni passati sono state oggetto di studi del gruppo di lavoro del Di3A dell’Università di Catania. Con il progetto COUSIN oltre alla raccolta, catalogazione, rigenerazione e conservazione delle piante individuate, sottoforma sia di semi che di campi collezione specificamente attivati, sono stati avviati anche specifici studi sui processi di sintesi dei numerosi metaboliti secondari (glucosinolati) che contraddistinguono le Brassicaceae dalle altre colture e che rappresentano un’interessante fonte di caratteri per controllare stress biotici e abiotici e avviare programmi di miglioramento genetico. Tuttavia, queste specie spontanee, se non opportunamente tutelate e salvaguardate, sono a rischio di estinzione a causa delle attività̀ agricole o pascolative intensive e in generale della pressione antropica, molto spesso
eccessiva per il territorio.
Le specie principali prese in esame dal progetto Cousin sono 4:
Brassica incana. Questa specie è presente lungo Tirreno, Ionio e coste adriatiche d’Italia e lungo le coste balcaniche. Le popolazioni siciliane si trovano soprattutto lungo le coste orientali e nord-orientali. Sono diffuse in ambienti con rocce calcaree, pendii rocciosi e bordi stradali, dal livello del mare fino a 900 m s.l.m., dove il pascolo e il fuoco rappresentano le principali minacce.
Brassica macrocarpa. È endemica delle isole Egadi, dove cresce su rocce calcaree e pendici a ridosso del mare e dove il pascolo e il fuoco rappresentano la principale minaccia. È presente in due siti, uno a Favignana e l’altro a Marettimo.
Brassica rupestris. È diffusa lungo la costa nord della Sicilia, soprattutto nelle zone occidentali, e cresce su rocce calcaree e più raramente su scogliere di arenaria, solitamente con esposizione Nord o comunque in zone ombrose, dal livello del mare fino a 1100 m s.l.m. Di nuovo, pascolo e fuoco rappresentano le principali minacce per la sua conservazione.
Brassica villosa. Diffusa nelle zone interne della Sicilia centro-occidentale e lungo la costa nord-occidentale. Cresce in falesie di arenaria calcarea, di solito con esposizione nord, e comunque in zone ombrose, dal livello del mare fino a 1000 m s.l.m. Anche per questa specie, pascolo e fuoco rappresentano le principali minacce. Le diverse popolazioni presenti in Sicilia sono apparte
nenti alle ssp. bivoniana, drepanensis, tinei e villosa e mostrano alcune differenze morfologiche che suggeriscono di classificarle come specie.
Tutte e quattro queste specie rappresentano sia fonti di prodotti assimilabili agli ortaggi, come nel caso della B. rupestris, conosciuta anche come cavolo selvatico o cavolo di timpa, e di cui in alcuni contesti se ne effettua la raccolta allo stato spontaneo, sia fonti di caratteri utili ai fini del miglioramento genetico delle Brassicaceae coltivate, sia fonte di metaboliti secondari che possono assolvere funzioni di biofumigazione, come nel caso della B. macrocarpa.
In aggiunta a quanto sopra detto, B. macrocarpa è oggetto di attenzione nell’ambito del progetto Horizon COUSIN con l’obiettivo di istituire una Riserva Genetica presso l’arcipelago delle Egadi, suo areale di diffusione, che sta subendo nel corso del tempo drastiche modificazioni a causa di azioni antropiche di diversa natura sul territorio. B. macrocarpa è stata in-
serita nella Lista Rossa Europea delle piante vascolari con la classifica “seriamente a rischio” a causa della sua endemicità e per via delle modificazioni ambientali del suo areale di diffusione, fra l’altro piuttosto ristretto.
Nell’ambito del primo anno di attività del progetto COUSIN sono state realizzate specifiche missioni per il monitoraggio delle popolazioni delle suddette specie spontanee parentali che fanno riferimento al complesso di specie Brassica oleracea che crescono in Sicilia. Lo scopo generale delle missioni svolte è stato quello di aumentare la disponibilità di semi per la caratteriz-
zazione bio-morfologica, biochimica e genetica di queste popolazioni che non erano disponibili nelle banche di germoplasma europee.



