UE-OGM-Revisione del processo decisionale per l’autorizzazione degli organismi geneticamente modificati come alimenti e mangimi

La Commissione europea ha adottato in data odierna un Pacchetto di revisione del processo decisionale per l’autorizzazione degli organismi geneticamente modificati (OGM) come alimenti e mangimi.

 

Questa revisione deriva dagli orientamenti politici presentati al Parlamento europeo nel luglio 2014, in base ai quali la Commissione è stata eletta, e conferma l’esigenza di cambiamenti che riflettano le opinioni del pubblico e consentano ai governi nazionali di avere più voce in capitolo per quanto concerne l’uso di OGM autorizzati a livello dell’UE destinati all’alimentazione umana (alimenti) o animale (mangimi). L’Esecutivo dell’Ue propone pertanto di modificare la legislazione in vigore al fine di conferire agli Stati membri maggiore libertà di limitare o proibire l’uso di OGM autorizzati a livello dell’UE negli alimenti o nei mangimi nel loro territorio.

 

Il pacchetto adottato oggi dalla Commissione europea comprende i seguenti documenti:

 

– una comunicazione della Commissione sulla revisione del processo decisionale in materia di organismi geneticamente modificati [COM(2015) 176 final ed Allegato];

 

– una proposta di modifica del Regolamento 1829/2003 che consente agli Stati membri di limitare o proibire nei rispettivi territori l’uso di OGM negli alimenti o nei mangimi [COM(2015) 177 final]

 

 

Secondo quanto riportato nel comunicato stampa della Commissione europea, il nuovo approccio proposto è volto a raggiungere il giusto equilibrio tra il mantenimento del sistema di autorizzazione dell’UE e la libertà di decisione degli Stati membri riguardo all’uso degli OGM nel loro territorio. Data l’importanza cruciale di mantenere un sistema unico di gestione del rischio al fine di garantire lo stesso livello di protezione in tutta l’UE, non è modificato l’attuale sistema di autorizzazione, fondato su basi scientifiche e sulle norme in materia di etichettatura che garantiscono la libertà di scelta per il consumatore. La novità consiste nel fatto che, una volta che un OGM è autorizzato per l’uso in Europa come alimento o come mangime, gli Stati membri avranno la possibilità di decidere se consentire o no che un determinato OGM venga usato nella loro catena alimentare (misure di opt-out).

 

Gli Stati membri dovranno giustificare la compatibilità delle loro misure di opt-out con la legislazione dell’UE, compresi i principi che disciplinano il mercato interno, e con gli obblighi internazionali dell’UE, di cui sono parte integrante gli obblighi assunti dall’UE nell’ambito dell’OMC. Le misure di opt-out dovranno inoltre essere fondate su motivi legittimi diversi da quelli valutati a livello dell’UE (rischi per la salute umana o animale o per l’ambiente).

 

Questa proposta riflette e integra i diritti già conferiti agli Stati membri in materia di OGM destinati alla coltivazione dalla Direttiva (UE) 2015/412, basata sul recente accordo tra il Parlamento europeo e il Consiglio ed entrata in vigore all’inizio di questo mese.

 

A livello procedurale, la presente proposta legislativa sarà ora trasmessa al Parlamento europeo e al Consiglio e seguirà la procedura legislativa ordinaria.

 

Si trasmettono infine in allegato due schede informative predisposte dalla Commissione europea, nella versione in lingua italiana:

 

– Scheda informativa: domande e risposte sulle politiche dell’Unione europea in materia di OGM (MEMO-15-4778);

 

– Scheda informativa: Revisione del processo decisionale in materia di OGM nell’UE. Domande e risposte (MEMO-15-4779).

 

Cordiali Saluti.

 

Stefano Masini

 

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No OGM – Anche il TAR Friuli Venezia Giulia boccia il ricorso di Fidenato

Anche il TAR Friuli Venezia Giulia, con la sentenza n. 146 del 20 marzo 2015 boccia il ricorso di Fidenato proposto contro la legge regionale n. 5/2014 che vieta, fino all’approvazione definitiva delle misure di coesistenza e comunque per un periodo non superiore a dodici mesi dalla sua entrata in vigore, la coltivazione di mais geneticamente modificato nel territorio regionale. Secondo l’agricoltore friulano la Regione non avrebbe avuto la competenza ad adottare un provvedimento restrittivo della sua libertà di coltivare, ma il TAR FVG ha bocciato su più fronti le lamentele del ricorrente ricordando, in particolare, che le misure di coesistenza sono adottate a livello di Stati membri sulla base dell’articolo 26 bis della direttiva 2001/18/CE, come ammesso anche dalla Corte di giustizia nella causa C-36/2011 del 6 settembre 2012 e che in ambito nazionale la materia “agricoltura” è di competenza esclusiva delle Regioni.

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Consiglio adotta formalmente nuove regole relative alla possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati (OGM) sul loro territorio

Per opportuna informazione si comunica che questa mattina il Consiglio ha adottato formalmente le nuove norme dell’Uerelative alla possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati (OGM) sul loro territorio, frutto dell’accordo politico di dicembre tra Parlamento e Consiglio in sede di Trilogo.

 

Come noto, la nuova direttiva conferisce agli Stati membri una maggiore flessibilità sulla coltivazione di colture geneticamente modificate con due modalità di opting out distinte nel tempo, nel rispetto di determinate condizioni:

 

1) nel corso della procedura di autorizzazione, uno Stato membro può chiedere di modificare la portata geografica della domanda;

 

2) dopo che un OGM è stato autorizzato, uno Stato membro può vietare o limitare la coltivazione di colture GM per motivi legati agli obiettivi di politica ambientale o agricola, o altri motivi validi, come pianificazione urbana e territoriale, uso del suolo, impatti socio-economici, co-esistenza ed ordine pubblico.

 

Sarà inoltre consentito agli Stati membri di rivedere la propria decisione e chiedere di reintegrare il suo territorio o parti di esso nella portata geografica di un’autorizzazione degli OGM.

 

A livello procedurale, le nuove regole entreranno in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Ue.

 

In allegato, si trasmette la versione provvisoria del testo, nella versione in lingua italiana.

 

Cordiali saluti.

Stefano Masini

 

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Revocato il brevetto EP1962578 sul melone a Monsanto

20 gennaio 2016

 L’European Petent Office ha revocato il brevetto EP1962578 sul melone a Monsanto per motivi tecnici. L’ufficio europeo rilascia il brevetto di ufficio e accoglie successivamente eventuali opposizioni con cui il brevetto può essere revocato. Un’ampia coalizione ha agito a livello legale per raggiungere questo risultato. No Patent on Seeds è la campagna di cui è fondatrice anche RSR che si occupa nello specifico di monitorare e operare in questo campo.

 Una parziale ma importante vittoria.

 Di seguito il comunicato stampa di No Patent on Seeds

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Il Parlamento Europeo ha approvato la legge sulla libertà di vietare le produzioni OGM a livello nazionale

13 gennaio – Il voto di oggi mette gli stati membri dell’UNione Europea in condizione di vietare la coltivazione di OGM sul proprio territorio nazionale. Ma il compromesso raggiunto pone anche limiti all’etichettatura e rischi enormi per le produzioni agroecologiche.

 I commenti delle associazioni italiane di biologico e biodinamico e la mobilitazione spagnola.

 OGM: PASSA LA LIBERTA’ DI VIETARE LA PRODUZIONE Il mondo del bio: “Con il voto di oggi, si rischia di spianare la strada alle multinazionali e si ignora la volontà dei cittadini

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