Studio di un centinaio di varietà locali italiane di lenticchia e prove di miscele varietali per la costituzione di popolazioni di lenticchie

Ott 1, 2020 | Articoli

La lenticchia è la protagonista di una ricerca sull’agro-biodiversità intraspecifica che dal due anni si sta realizzando sui campi della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Tradizionalmente coltivata in Italia, negli ultimi 50 anni la lenticchia ha conosciuto un generale decremento sia delle superfici coltivate che per l’alimentazione umana. Recentemente si sta osservando un aumento dei consumi a livello nazionale, ma questo non è bastato per invertire le tendenze di produzione, tanto che l’Italia importa ogni anno il 98% del suo fabbisogno.

Questa specie, insieme ad altri legumi minori, è molto interessante per diverse ragioni. Da un punto di vista nutrizionale è ricca in proteine ed elementi nutritivi, tra cui ferro e zinco, e il suo profilo amminoacidico è complementare a quello dei cereali. Da un punto di vista agronomico è una coltura che ha una bassa capacità di competere con le infestanti, tuttavia presenta esigenze ridotte in virtù della sua capacità azotofissatrice che la rende una perfetta candidata nella rotazione con colture quali il frumento. Questo ultimo aspetto ha una rilevanza determinante per l’agricoltura biologica in cui la rotazione è pratica imprescindibile per il mantenimento di una buona fertilità del terreno e per il controllo di infestanti e malattie. Inoltre, appare sempre più evidente come un altro compito dell’agricoltura biologica sia quello di promuovere la diversità sia nei campi che in tavola, andando a riscoprire colture e prodotti abbandonati nel periodo della “modernizzazione” agricola ma cruciali alleati per la salute.

È in questo contesto che, insieme ai miei colleghi della Scuola Superiore Sant’Anna e a molti sostenitori che mi hanno aiutata e mi aiutano in questo progetto, dal 2018 studio le differenze tra diverse varietà ed ecotipi di lenticchia nel tentativo di divulgare l’importanza dell’identità genetica di questa coltura.

Questa sperimentazione rientra all’interno del progetto LEGVALUE che è finanziato dall’Unione europea e si occupa di valorizzare le leguminose da granella in diversi paesi europei grazie a programmi di ricerca non solo di tipo genetico e agronomico, ma anche di tipo economico studiandone il mercato ed il loro utilizzo.

La ricerca che sto conducendo è partita dalla valutazione delle potenzialità colturali di un centinaio di varietà locali italiane di lenticchia – tra cui la lenticchia di Calasetta, di Villalba, di Ventotene, di Ustica, di Linosa, di Pantelleria, di Onano, di Viggiano, di Castelluccio – reperite presso agricoltori sparsi sulla penisola, grazie anche all’intervento della Casa delle Sementi di Rete Semi Rurali, e presso alcune banche del seme tra cui CNR di Bari, IPK, ARSIAL, Università di Perugia, Università di Palermo. Il lavoro di studio degli ecotipi italiani è iniziato con una caratterizzazione fenotipica, volta a classificare il materiale in base ad alcuni aspetti quali la grandezza del seme (microsperma ovvero a seme piccolo e macrosperma ovvero a seme grande), l’altezza della pianta, la tendenza ad allettare, la produttività in granella, la quantità di biomassa della pianta, la sensibilità ai patogeni e il contenuto in azoto. Questa caratterizzazione è stata poi accompagnata da una valutazione partecipata di agricoltori, tecnici e studenti per raccogliere le diverse impressioni e valutazioni sulla collezione in campo e suggerire linee di ricerca specifiche con un’attenzione anche alla commercializzazione. Si prevede di concludere il lavoro di caratterizzazione con un’analisi genetica del materiale per poter comprendere più a fondo la natura delle differenze fenotipiche e quindi la loro riproducibilità, oltre che individuare le parentele e le similitudini delle moltissime varietà locali che si coltivano su piccole superfici.


Giornata di valutazione in campo delle parcelle di varietà italiane di lenticchia, Scuola Superiore Sant’Anna, San Piero a Grado, 4 luglio 2019 # E. Lorenzetti/SSSA

Un altro filone fondamentale di questa ricerca è la valutazione della risposta della lenticchia alla tecnica colturale della miscela varietale. Le varietà locali italiane che stiamo studiando e caratterizzando saranno oggetto di un ulteriore esperimento per osservarle non più come coltura pura, bensì come miscugli e provare a capire se migliorano le loro performance quando sono mischiate insieme nello stesso campo. Il prossimo anno, quando il materiale sarà in quantità sufficiente, costituiremo diversi tipi  di miscele scegliendo le lenticchie in base alle loro caratteristiche morfologiche (microsperme e macrosperme, precocità e tardività, ecc..), ai punteggi ricevuti rispetto a differenti tipologie colturali (coltura pura e consociazione) ma anche alle prove di cottura. Quest’anno abbiamo intanto testato delle miscele di varietà commerciali. Quattro tipi di lenticchie microsperme – 2 selezionate e vendute nel centro Italia, la Screziata gialla e la Robin; 2 selezionate e vendute nel sud Italia, la nera e la Turca – sono state coltivate insieme, in diverse combinazioni, per valutarne la produttività, la nodulazione, la risposta alle infestanti, la biomassa e il contenuto in Azoto.

A causa delle limitazioni dovute alla pandemia, quest’anno non siamo stati nella condizione di svolgere le giornate di campo per la valutazione partecipativa e gli approfondimenti sui dati raccolti fino ad oggi. Tuttavia, abbiamo provato a raccontare il nostro lavoro in due brevi video che potete trovare sul canale Youtube della Scuola Superiore Sant’Anna (www.youtube.com/user/ScuolaSantanna/videos). Il primo, dal titolo Miscugli varietali: una prova LEGVALUE sulle lenticchie italiane, racconta la prova sulle miscele varietali. Il secondo, dal titolo Varietà di lenticchie italiane: una prova LEGVALUE sulla biodiversità in campo, mostra la collezione in campo delle varietà locali di lenticchia.

# Elisa Lorenzetti

Dottoranda al gruppo di Agroecologia,

Istituto di Scienze della Vita, Scuola Superiore Sant’Anna

Notiziaro 24

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