Pubblicata la Visioneper l’Agricoltura UE

Mag 30, 2025 | Articoli, Ricerca azione

Il punto di vista di 11 associazioni italiane

Il 19 febbraio 2025 il Commissario europeo Hansen, in una conferenza stampa congiunta con il vicepresidente
Fitto, ha presentato la Visione per l’Agricoltura e l’Alimentazione della UE, che definisce i piani per il sistema
agroalimentare verso il 2040 e oltre.

Il documento avrebbe dovuto fare seguito a quanto emerso dal Dialogo strategico per l’agricoltura. La visione ha, però, cambiato direzione, tradendo l’accordo raggiunto, come sottolineato da un gruppo di organizzazioni della società civile che esprimono insoddisfazione per un documento che sottovaluta i problemi ambientali e sociali connessi ai sistemi agroalimentari, puntando in modo miope solo sulla competitività delle imprese a breve termine.

La Visione della Commissione non cita mai gli obiettivi delle due Strategie UE “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030”, ignorando che i problemi ambientali e sociali restano senza soluzioni e avranno certamente impatti negativi sull’agricoltura dei 27 Paesi europei, in primis per le piccole e medie aziende, che continueranno inesorabilmente a chiudere (dal 2010 al 2020 il numero di aziende agricole è diminuito di ben 487.000 unità).

“Auspicavamo che con questo documento la Commissione promuovesse piani concreti per dare attuazione alle raccomandazioni del Dialogo strategico – affermano le 11 Associazioni italiane – ma purtroppo questo non è avvenuto. I pochi elementi positivi presenti nella Visione non bastano ad avviare il necessario e urgente cambio dei modelli di produzione e consumo nelle filiere agroalimentari della UE.
Ancora una volta ha prevalso la volontà di mantenere lo status quo in difesa degli interessi delle grandi aziende e corporazioni agricole a spese di medi e piccoli agricoltori europei”.
Le associazioni, pur apprezzando alcuni aspetti della Visione, come l’attenzione al riconoscimento del giusto prezzo per i produttori, al biologico, al ricambio generazionale favorendo l’ingresso dei giovani in agricoltura, l’impegno per un’etichettatura più trasparente e per una reciprocità delle regole ambientali e sociali negli scambi commerciali, insieme al richiamo seppur vago alle soluzioni basate sulla natura, sottolineano come non vengano affrontati i grandi problemi che
determinano gli impatti ambientali e sociali dei settori agroalimentari nel continente. Il documento della Commissione non prevede una dismissione dei pagamenti della Politica Agricola Comune (PAC) non mirati, come invece indicato nelle conclusioni del Dialogo strategico, e conferma anzi la scelta dei pagamenti diretti basati sulla superficie delle aziende agricole, ignorando la necessità di sostenere gli agricoltori più bisognosi di aiuto e più virtuosi. Il documento non cita in alcun modo la possibilità di considerare tra i criteri per i pagamenti diretti della PAC anche l’intensità del lavoro e i risultati degli interventi per il clima e l’ambiente.
“Pur comprendendo il disagio del mondo agricolo rispetto alla grande mole di burocrazia, che va certamente ridotta, non crediamo che l’indebolimento delle regole e degli impegni per la tutela dell’ambiente sia la strada da perseguire” continuano le associazioni.
La Visione, infatti propone di semplificare ulteriormente la PAC, rinunciando a un controllo ancora maggiore su ciò che accade a un terzo del bilancio dell’UE. Con meno regole vincolanti ci saranno meno probabilità che i Paesi dell’UE promuovano un’agricoltura sostenibile, come è avvenuto dopo la semplificazione della PAC del 2024.
Poco incisivo per le associazioni anche l’approccio al sistema zootecnico. Se è vero che nella Visione si propone di migliorare le norme sul benessere degli animali e di eliminare gradualmente le gabbie negli allevamenti, il settore zootecnico viene in gran parte assolto dal suo impatto sul clima e sulla salute dei cittadini. Il documento non indica con chiarezza la necessità di promuovere una transizione agroecologica della zootecnia, con obiettivi di riduzione degli allevamenti intensivi e la promozione di una zootecnia estensiva collegata alla gestione della superficie agricola utilizzata. Una transizione agroecologica della zootecnia che dovrebbe essere accompagnata da una riduzione dei consumi di carne e proteine di origine animale, attraverso la promozione di diete sane ed equilibrate. “La Visione rimane ancora troppo vaga su come incoraggiare uno spostamento a diete più sostenibili e salutari. Se non si affronta seriamente una strategia che miri alla modifica del modello alimentare, i buoni propositi rimarranno, di nuovo, solo sulla carta” concludono le associazioni.

Il documento della Commissione UE è disponibile qui: https://agriculture.ec.europa.eu/vi-sion-agriculture-food_en

Notiziaro 41

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