Nuovi Ogm e brevetti. L’anno della resistenza

Mar 6, 2026 | Articoli, Collaborazioni redazionali, Normativa su OGM, Seminare il cambiamento

Le multinazionali sementiere spingono su proprietà intellettuale e tecnologie genetiche. Saranno mesi chiave. Dalla parte del biologico.

di Riccardo Bocci – Tratto da Altreconomia 289 – Febbraio 2026

Il 2025 si è chiuso con alcune decisioni dell’Unione europea che avranno un forte impatto sul futuro dell’agricoltura.

Si tratta dei negoziati sui nuovi Ogm e sul nuovo regolamento sementiero. Nel primo caso il trilogo, che vede all’opera Consiglio, Commissione e Parlamento, ha finalizzato il testo che per essere definitivamente approvato dovrà essere votato di nuovo dal Parlamento europeo a marzo.

Nel secondo il Consiglio ha finito la sua lettura e quindi nel corso del 2026 comincerà il trilogo. In ambedue i casi la posizione del Consiglio è stata molto conservativa: spingendo per la deregolamentazione dei nuovi Ogm, noti anche come New genomic techniques (Ngt), e riducendo il sistema di deroghe in favore della biodiversità previste nel testo sementiero. I ministeri nazionali si confermano con posizioni a favore del modello agroindustriale con minori capacità della Commissione e del Parlamento di ascoltare le voci della società civile fuori dal coro dei sindacati.

Per quanto riguarda i nuovi Ogm possiamo già immaginarci lo scenario futuro a meno che il Parlamento non riesca a votare un emendamento al testo in grado di riaprire il negoziato. La buona notizia è il mantenimento del divieto esplicito dell’uso delle Ngt di categoria 1 e 2 nella produzione biologica. La difficoltà sarà capire come attuarlo nella pratica visto che non è prevista nessuna tracciabilità o etichettatura per le Ngt1, solo le sementi dovranno esserlo. La contaminazione accidentale nella produzione biologica non costituirà una non conformità, ma non ci sono ancora tutele adeguate per garantire la coesistenza.

Sono 40 i brevetti concessi nel 2025 dall’Ufficio europeo dei brevetti che sono basati sul miglioramento genetico convenzionale e su sequenze geniche presenti in natura

L’altro tema caldo è quello dei brevetti. Qui il Consiglio si è allontanato molto dalle richieste del Parlamento, che aveva chiesto il divieto esplicito dell’uso del brevetto. Al contrario il trilogo si è chiuso con la vittoria della posizione del Consiglio, che prevede alcune misure di salvaguardia volontarie volte a evitare la concentrazione del settore e l’introduzione di un Codice di condotta sulla brevettabilità per facilitare l’accesso al materiale di riproduzione brevettato, che dovrà essere definito entro 18 mesi dall’entrata in vigore del regolamento. Sono tutti strumenti non vincolanti che poco potranno fare per limitare le politiche aggressive in tema di proprietà intellettuale delle multinazionali sementiere.

Come ci racconta infatti il rapporto della campagna No Patents on Seeds! sull’andamento dei brevetti nel 2025, l’Ufficio europeo dei brevetti continua a concederne su geni vegetali presenti in natura trattati come invenzioni, andando contro la Direttiva europea sulla proprietà intellettuale e le indicazioni del Parlamento europeo. Ad esempio un brevetto del dicembre scorso concesso all’azienda Bayer rivendica varianti genetiche naturali che presumibilmente rendono la lattuga resistente ad alcuni afidi.

Che cosa fare in questa situazione? Una prima azione dovrà essere la difesa e la promozione del biologico che per ora resta l’unico sistema agricolo libero dai nuovi Ogm. Dovremo immaginarlo come il sistema di base su cui innestare processi e pratiche volontarie più virtuose, come ad esempio l’agroecologia o l’agricoltura rigenerativa. I distretti biologici in quest’ottica possono giocare un ruolo strategico aumentando la superficie coltivata a bio e aiutando gli agricoltori nella gestione della coesistenza. In secondo luogo sarà necessario lavorare sulle diverse filiere a partire dalle sementi e dai processi di ricerca e innovazione che producono le nuove varietà. La sfida sarà capire come collaborare con la ricerca agricola pubblica sempre più affascinata dalle sirene delle nuove tecnologie genetiche.

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