Le varietà biologiche

Dic 30, 2021 | Articoli, Comunità

Il regolamento europeo per il biologico (UE) 2018/848 introduce una nuova categoria di sementi iscritte ai registri nazionali e comunitario: le varietà biologiche. La definizione che ne da il regolamento è di “una varietà […] che: a) è caratterizzata da un elevato livello di diversità̀ genetica e fenotipica tra le singole unità riproduttive; e b) deriva da attività di miglioramento genetico biologico […]” (art. 3§19).

Si tratta dunque di varietà a tutti gli effetti che per essere iscritte al catalogo devono superare le prove di Distinguibilità Uniformità e Stabilità (DUS) e, per le specie agrarie, di Valore Agronomico e di Utilizzazione (VAU). Tuttavia, in virtù della loro maggiore diversità genetica, il regolamento prevede che venga avviato un esperimento temporaneo per definire protocolli DUS meno stringenti per quanto riguarda il livello di uniformità richiesto. Inoltre, per quanto riguarda le prove VAU, si prevede che queste prove avvengano in condizioni biologiche e che tengano conto di caratteri particolarmente rilevanti alla coltivazione in biologico, senza limitarsi alla resa produttiva. Le varietà biologiche registrate con protocolli DUS adattati non potranno essere protette da privativa vegetale.

La Commissione sta definendo i dettagli dell’esperimento temporaneo di durata settennale, che dovrebbe avere inizio a luglio 2022 e riguardare un numero limitato di specie agrarie e ortive. Nell’ambito del progetto LIVESEED (www.liveseed.eu) sono state avviate delle esperienze pilota con le autorità competenti in Francia e nei Paesi Bassi, per valutare come adattare i protocolli DUS per la registrazione di varietà biologiche di carota e cavolo rapa.

Notiziaro 28

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