La riscossa di legumi e leguminose

Nov 23, 2022 | Articoli

Editoriale a cura di Claudio Pozzi | Rete Semi Rurali

Nell’epoca dell’industrializzazione e in particolare modo nel secondo dopoguerra la coltivazione di legumi ha subito una drastica flessione: l’intensificazione dell’impiego di prodotti azotati nelle campagne italiane e la drastica conversione delle famiglie all’utilizzo quotidiano della carne in tavola ha comportato la riduzione delle superfici coltivate.

Negli ultimi decenni si è per fortuna manifestata una inversione di tendenza: l’attenzione mediatica alla urgente mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici ed il necessario ricorso a strumenti di adattamento per prevenirne le conseguenze fa sì che i richiami delle sinora snobbate avanguardie a nuovi stili di vita e di consumo trovino un consenso sempre più vasto. E’ ancora lunga la strada da percorrere ma legumi e leguminose tornano ad essere protagonisti sia nelle pratiche agronomiche, grazie all’utilizzo sempre più diffuso di rotazioni, sovesci e bulature o consociazioni, sia sulla tavola grazie ad un più razionale consumo di carne nelle famiglie più attente all’etica del cibo.
Legumi e leguminose contribuiscono alla qualità del suolo e dell’aria grazie alla capacità azotofissatrice e di “ingabbiamento” della CO2 andando a ridurre l’azione nefasta dell’agricoltura industriale, ancora purtroppo preponderante e annoverata fra le maggiori cause di alterazione del clima e della capacità dei suoli di svolgere una funzione di assorbimento delle precipitazioni.

L’apporto proteico alla dieta garantito dai legumi favorisce d’altra parte stili di vita più attenti e una drastica, razionale riduzione del consumo di carne che tanti danni ha prodotto e continua a produrre agli equilibri pedoclimatici di vaste zone della nostra penisola e del mondo più in generale.
Benvenga quindi l’apertura di progetti che consentono ai nostri agricoltori di sperimentare nuove opportunità dal punto di vista delle pratiche agronomiche e della scelta di varietà / popolazioni che li aiutano a rendere più efficace il loro lavoro e a diversificare le produzioni garantendo una migliore qualità del suolo, una riduzione delle lavorazioni e una più complessa capacità di reazione agli eventi climatici inattesi.

Il 2016 è stato l’Anno Internazionale dei Legumi e da allora l’ONU ha deciso di consacrare il 10 febbraio ai legumi, istituendo la Giornata Mondiale dei Legumi sotto la gestione della FAO. Nel 2016 così scriveva il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali:

 “In definitiva, le coltivazioni di leguminose consentono all’agricoltore di attuare un ordinamento produttivo più razionale e di qualità, che coniughi l’aspetto economico con le esigenze pedoclimatiche, ossia un’agricoltura più sostenibile e biologica. Inoltre, i legumi, avendo un patrimonio genetico antico e ricco di peculiarità, hanno anche un grande potenziale per l’adeguamento ai cambiamenti ambientali che consentirà ai ricercatori di selezionare nuove varietà, idonee ad essere coltivate nelle più svariate zone della Terra.”

Notiziaro 31

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