Al centro i semi e chi li coltiva

Mag 1, 2021 | Articoli

Luoghi reali e virtuali per le sementi contadine

di Luca Ferrero – responsabile area sementi ASCI

Dare valore all’agricoltura contadina per ASCI è sempre stata una questione di visioni ma soprattutto di pratiche. Pratiche quotidiane, collettive, dentro le nostre aziende agricole, dentro la compagine associativa, con chi la sostiene dall’esterno, dentro fiere e mercati, nella direzione del riconoscimento del valore delle ruralità e della biodiversità. Nella storia ormai venticinquennale di ASCI, è un punto fermo che l’autoproduzione dei semi, lo scambio e la loro gestione collettiva siano pilastri delle attività che portiamo avanti con convinzione, con piacere e con la consapevolezza del valore socio-economico del diritto dei contadini di poter liberamente disporre dei semi.

Il nostro approccio molto critico al sistema dell’agroindustria e in particolare delle multinazionali sementiere ci ha indotto fin dal 2000 a dedicare un luogo specifico nell’Oltremercato torinese, nel mese di gennaio, per lo scambio semi tra noi contadini del biologico, con qualche benvenuta incursione di amici, sostenitori e consumatori. Dal 2011 questa consuetudine viene trasferita, la prima domenica di febbraio, presso la bella Cascina Roccafranca in Torino. Si parte con la prima edizione di Una Babele di Semi, giornata di scambio di semi e di saperi, all’insegna dell’economia del dono. Qui la faccenda diventa decisamente interessante: Senza Mercanti Senza Denari Senza Supermercati. Grazie alla polifunzionalità degli spazi assieme alla ben partecipata fiera dello scambio dei semi con banchetti, contadini, curiosi, colori e frastuoni tipici dei mercati, si affiancano laboratori di pratiche rurali a quelli culinari, il dibattito mattutino a tema allo spazio bimbi. Una festa, come nelle migliori tradizioni contadine. Insomma un luogo di riferimento per quel giorno all’anno per tanti di noi e anche tanti amici che ci vengono a trovare da ben distante. Al centro, sempre chi coltiva la biodiversità agricola con le sue tecniche.

Proprio su queste ci siamo concentrati negli ultimi anni per migliorarne la gestione collettiva: qualità del materiale (progetto Community seeds, clean seeds!); campagna di sensibilizzazione e organizzazione sulla tracciabilità dei semi (Lasciamo La Traccia). E poi ovviamente i semi, come bene comune. Semi dalle terre del Piemonte ma non solo, dalle regioni limitrofe, anche transalpine, oppure da più lontano. In tanti, in questi anni, ci hanno onorato della loro vivace partecipazione.

L’anno pandemico ci ha fatto rinunciare alle Campagne collettive di semina dei Grani Antichi e delle ortive all’interno di Seminiamoli, un evento annuale di riferimento. Un momento troppo importante come luogo di incrocio per rinunciarvi, e quindi declinato nell’edizione 2021 in un luogo virtuale, sui binari della rete informatica: tutta altra storia naturalmente, tutti altri sapori e rumori. Una Babele di Semi 2021 (online 7 febbraio) è stata un momento di dibattito sull’agricoltura contadina e la ricerca scientifica, con l’obiettivo di superare le barriere geografiche e temporali e costruire un confronto a livello europeo con uno sguardo fino alla Cina, grazie alla partecipazione di Fabrizio Bottari, Cyrille Pacteau, Salvatore Ceccarelli, Maria Carrascosa, Germana Fratello, J.D. van Der Ploeg.

Insomma in questi anni crediamo di aver piazzato e rafforzato le pedine che si muovono nella partita della gestione collettiva dei semi: materiale vegetale, coltivatori, conoscenze, relazioni, attrezzi. Il luogo reale è la terra dove portiamo avanti le pratiche. Tangibile. Imprescindibile. Ci manca ancora un luogo di supporto esterno, reale e stabile che ci permetta di ottimizzare la logistica, favorire le relazioni: una casa delle sementi. Chissà? Forse un giorno!

Info: sitoasci.wixsite.com/asci

Notiziaro 25

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