George Washington Carver è stato uno degli scienziati neri più importanti dei primi del XX secolo.
di Michele Salvan – Rete Semi Rurali

Nato in schiavitù nel 1864 in Missouri, si formò in scuole per soli neri, e si diplomò alla Minneapolis High School, per essere poi ammesso alla Highland University in Kansas, gestendo al contempo un appezzamento in autonomia e acquisendo importanti competenze pratiche in ambito agricolo. A seguire, studiò da primo studente nero all’Iowa State Agricultural College (oggi Iowa State University).
Si laureò con una tesi intitolata “Piante modificatedall’uomo” nel 1894, svolgendo ricerche presso la Iowa Agricultural and Home Economics Experiment Station, dove conseguì il master nel 1896. Divenne in seguito il primo docente afroamericano alla Iowa State.
Nel 1896 ricevette l’invito di Booker T. Washington, primo preside e presidente del Tuskegee Institute (oggi Tuskegee University) a dirigere il suo
Dipartimento di Agricoltura, dove Carver insegnerà per 47 anni, trasformandolo in un solido centro di ricerca di influenza nazionale.
Nello specifico focalizzò l’insegnamento e la sua ricerca sugli utilizzi alternativi per arachidi, patate dolci, soia, cajano, noci pecan e altre colture, sviluppando tecniche per migliorare i terreni impoveriti dalla monocoltura del cotone. In particolare indicò l’importanza di mantenere un buon tenore d’azoto nei suoli attraverso una rotazione sistematica delle colture, portando a miglioramenti delle rese del cotone e fornendo redditi alternativi allo stesso.
Operativamente Carver progettò una classe mobile per portare l’istruzione agli agricoltori e fondò un laboratorio di ricerca industriale, in cui effettuare ricerche originali da cui ricavare innovazioni sul piano pratico. Sotto la sua guida, la Stazione Sperimentale di Tuskegee pubblicò oltre quaranta bollettini pratici destinati in gran parte agli agricoltori poveri del Sud e del Midwest, contenenti indicazioni per contrastare l’esaurimento del suolo, la produzione di raccolti maggiori, e la conservazione e la trasformazione delle derrate agricole.
La fortuna della coltura dell’arachide negli USA, di cui si fece grande promotore e avvocato sino al Congresso americano, è in gran parte suo merito. Durante la Grande Depressione e la crisi del Dust Bowl partecipò a conferenze di chimergia, disciplina dedicata allo sviluppo di nuovi prodotti dalle colture, in un’ottica di tutela dei suoli e valorizzazione agro-industriale dei prodotti.
Oltre al suo lavoro per migliorare la vita degli agricoltori, Carver fu anche una figura di riferimento nella diffusione dell’ambientalismo. Era considerato tra i maggiori esperti nazionali in campo agricolo e ambientale del suo tempo. Diversi dei suoi collaboratori ed ex allievi svolsero la carica di Segretario all’Agricoltura durante il New Deal Roosveltiano. Ad ogni modo ricevette numerosi riconoscimenti per il suo lavoro, tra cui la Medaglia Spingarn della NAACP, e nel 1916 fu nominato membro della Royal Society of Arts in Inghilterra (uno dei pochi americani all’epoca a ricevere questo onore), oltre a tre dottorati Honoris causa.
Nel 1941, la rivista Time soprannominò Carver un “Leonardo Nero”. Morì nel 1943 e la sua tomba riporta: “Avrebbe potuto aggiungere fortuna alla fama, ma non curandosi di nessuna delle due, trovò felicità e onore nell’essere utile al mondo.”


