Dal seme alla tavola

Dal seme alla tavola

Le sementi e le pratiche agricole per la nostra salute e quella del Pianeta

di Véronique Chable e Gauthier Chapelle

Se la biodiversità fosse un gomitolo, il bellissimo volume di Véronique Chable e Gauthier Chapelle sarebbe una guida per dipanarlo nelle sue molte componenti. I 20 capitoli si snodano attraverso la descrizione dei sistemi agricoli tradizionali e contemporanei, i metodi di selezione, gli impatti sull’alimentazione umana, l’attività di salvaguardia e promozione della biodiversità in campo attuata dalle banche delle sementi, anche grazie a metodologie partecipative, lo sviluppo di filiere sostenibili, locali e vitali, sganciate da un’economia fossile dominata da dinamiche internazionali. Il tutto corredato da appassionanti casi studio, come quello del mais rosso dei Paesi Baschi, quello dei miscugli di grani tradizionali in Aquitania, gli Irish Seed Savers e la stessa Rete Semi Rurali. Buona riscoperta della biodiversità, che dopo questa lettura ci parrà sicuramente più complessa ma anche molto più preziosa.

Legumen

Legumen

I legumi sono semi, derivati da piante della famiglia delle Fabaceae, raccolti a maturità per il consumo umano. Sono cibi ricchi di carboidrati, circa il 60%, e proteine, circa il 20%, ma con un buon apporto di fibre ed elementi minerali, soprattutto ferro e calcio. A causa della loro carenza di alcuni aminoacidi, sono stati da sempre abbinati ai cereali nelle diete. Il termine legumi ha origine dal latino legumen, nome dall’etimologia incerta, probabilmente di origine non indoeuropea, ma che si pensa legato al verbo latino legere, da cui scegliere, scelta e infine leggere. Più facile ritrovare l’etimologia di Fabaceae, nome della famiglia cui appartengono i legumi, che viene dal latino faba (fagiolo), derivato dall’indoeuropeo bhabha che indica un “frutto secco”. L’inglese pulses, usato per tutte i legumi coltivati, deriva invece dal latino puls, che significa pappa densa o porridge. Da qui il termine pulentarios usato dai Romani per denigrare le popolazioni barbariche di Galli, cioè mangiatori di puls, una miscela macinata di cereali e legumi. La puls è diventata in italiano la polenta, che dopo la scoperta delle Americhe è passata a identificare una farinata a base di farina di mais.

I legumi sono stati storicamente associati ai cereali e li hanno seguiti nella loro diffusione dal vicino oriente verso il Mediterraneo e il centro Europa. I siti archeologici più antichi con resti carbonizzati di lenticchie e ceci risalgono al Neolitico e si trovano tra la Palestina e il sud della Turchia. Da qui si sono diffusi verso l’Italia e poi la Spagna, passando per la Grecia, e verso la Germania e la Scandinavia viaggiando lungo la valle del Danubio. Ai giorni nostri il loro consumo così come la produzione nei paesi europei sono scesi molto rispetto all’inizio del secolo scorso.

CONSIGLIO DI LETTURA

Leguminose Minori – Paolo Randalli, Alfio Spina, Bruno Parisi, Renzo Torricelli – Edagricole 2018.

Alcuni legumi minori tradizionali come lupino, cicerchia e roveja, vengono riscoperti per le loro proprietà nutrizionali. Sono colture molto rustiche, possono essere coltivate su terreni poveri o marginali e non hanno bisogno di presidi chimici. Il libro presenta le importanti innovazioni che la ricerca ha reso disponibili in questi ultimi anni, soprattutto in campo genetico e nella diversificazione colturale, con particolare attenzione al recupero di varietà autoctone particolarmente pregiate da un punto di vista commerciale e nutrizionale.

Presi per la gola

Presi per la gola

Perché quasi tutto quello che ci hanno detto sul cibo è sbagliato

di Tim Spector

Come districarsi nella giungla delle etichette alimentari e dei messaggi veicolati ai consumatori? Come capire gli effetti sulla salute del cibo? Il libro uscito nel 2020 da Bollati Boringhieri scritto dal genetista inglese Tim Spector risponde a queste domande in modo chiaro e semplice, smontando alcuni nostri luoghi comuni sull’alimentazione. Infatti, basandosi su una ricca e puntuale bibliografia, l’autore passa in rassegna i principali alimenti e dogmi della dieta – come ad esempio l’uso delle calorie come valore energetico di un prodotto – svelando al lettore una verità difficile da accettare. La gran parte delle nostre idee sul cibo sono errate. Il consiglio finale dell’autore è disarmante nella sua semplicità: diversificare la dieta il più possibile, ridurre il consumo di carne, pesce e latticini, aumentare quello di frutta e verdura e eliminare il cibo ultra-lavorato. Ma soprattutto, fare educazione alimentare ai proprio figli così come si insegna loro a leggere e scrivere.

La Coldiretti e la Storia d’Italia

La Coldiretti e la Storia d’Italia

Rappresentanza e partecipazione dal dopoguerra agli anni ottanta

di Emanuele Bernardi

Donzelli Editore, € 28

La Coldiretti è ancora oggi largamente rappresentativa del mondo agricolo italiano ma la sua storia, iniziata nel 1944 e intrecciata inestricabilmente alle vicende del nostro paese, è ancora poco conosciuta. Dedicato agli anni della presidenza di Bonomi (1944-1980), basato su un’amplissima gamma di fonti e ricco di suggestioni, spunti e curiosità, il volume ripercorre sia la dimensione locale della Coldiretti che i legami internazionali che contribuirono alla sua crescita. Tra locale, nazionale e globale, la Coldiretti si vide coinvolta nei momenti più significativi della storia d’Italia: dagli appuntamenti elettorali alle crisi internazionali (le rivolte nel mondo sovietico del 1956 e 1968; il Muro di Berlino; la strage di piazza Fontana), dai problemi della produzione a quelli dell’ambiente e del welfare state; dalla centralità della quantità del cibo a quella della qualità, con l’affermarsi del «mangiare italiano». Ne emerge il profilo di un’organizzazione capace di seguire i propri associati dalla culla alla tomba, ma anche in grado di influenzare la storia nazionale.

Semi ritrovati, viaggio alla scoperta della biodiversità agricola

Semi ritrovati, viaggio alla scoperta della biodiversità agricola

Foto in copertina Furrow / Seed Engraving Project, Sergey Jivetin www.seedengraving.com

di Marco Boscolo, Elisabetta Tola

Ed. Codice, Torino 2020 € 16

All’inizio del Novecento, il genetista russo Nikolaj Vavilov girò mezzo mondo e studiò metodi per produrre nuove varietà di piante che rendessero di più e fossero adatte ai diversi climi dell’Unione Sovietica che in quegli anni stava conoscendo un notevole aumento della popolazione. In un vero e proprio racconto on the road che ripercorre alcune tappe dei viaggi di Vavilov, Marco Boscolo ed Elisabetta Tola sono andati a conoscere i “guardiani” della biodiversità agricola che hanno imparato la sua lezione: ricercatori, contadini e nuovi artigiani che oggi stanno innovando l’agricoltura recuperando le varietà e i semi locali che rischiano di scomparire, sostituiti da prodotti industriali uguali in tutto il mondo ma poco adatti a far fronte agli effetti del cambiamento climatico. Non c’è traccia di nostalgia in questo viaggio, bensì una nuova idea di innovazione alimentata da una rete globale – che include anche tutti i Paesi visitati: Senegal, Etiopia, Iran, Indonesia, Francia, Stati Uniti e Italia – che sta proponendo modelli di produzione e filiere diverse per garantire, nel segno di Vavilov, che nonostante gli stravolgimenti climatici che dovremo affrontare nessuno debba soffrire la fame.

Il mais “miracoloso” – Storia di un’innovazione tra politica, economia e religione

Il mais “miracoloso” – Storia di un’innovazione tra politica, economia e religione

di Emanuele Bernardi

Ed. Studi Storici Carocci, 2014

Cosa si nasconde dietro quel che mangiamo? Questo libro per la prima volta descrive, attraverso l’uso di fonti italiane e straniere, la diffusione nel nostro paese e in Europa di un particolare tipo di innovazione – il mais ibrido – giunta dagli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale. Durante la Guerra fredda, istituzioni, partiti, tecnici, organizzazioni sindacali e Chiesa cattolica furono per questa via coinvolte, in vario modo, in un progetto di modernizzazione delle campagne italiane che cambiò i modi di produzione e le abitudini alimentari di una nazione lanciata verso i consumi di massa. Emergono così i nodi che caratterizzano lo squilibrato sviluppo economico dell’Italia fino ai nostri giorni in una prospettiva globale.