Poche figure sono state tanto influenti, quanto poco realmente conosciute come Rachel Carson.
di Michele Salvan – Rete Semi Rurali

Nata il 27 maggio 1907 vicino a Springdale, in Pennsylvania, trascorse l’infanzia esplorando la fattoria di famiglia, nonché da lettrice e scrittrice precoce, anche di argomenti naturalistici. Studiò al Pennsylvania College for Women (oggi Chatham University), dove inizialmente si dedicò all’inglese e poi passò a biologia, laureandosi magna cum laude nel 1929. Nello stesso anno iniziò a lavorare per il Marine Biological Laboratory di Woods Hole, di cui fu membro fino alla morte. Nel frattempo si iscrisse alla Johns Hopkins University, dove si occupò di zoologia e genetica e collaborò con Raymond Pearl, esperienza terminata nel 1932 con un master in zoologia. Nel 1934 iniziò a insegnare presso lo stesso Ateneo e l’Università del Maryland, mentre nel 1936 superò l’esame per il servizio civile e divenne la seconda donna assunta dal Bureau of
Fisheries per una posizione professionale a tempo pieno, come biologa marina junior. Ricevette le sue prime richieste editoriali dall’Atlantic Monthly: videro così la luce Under the Sea Wind (1941) e The Sea Around Us (1951), bestseller per 86 settimane, vincitore del National Book Award e della John Burroughs Medal, e infine The Edge of the Sea (1955).
Nel 1952 lasciò il lavoro per dedicarsi alla scrittura. Dopo le prime osservazioni sul DDT a metà degli anni Quaranta, fu solo alla fine degli anni Cinquanta che si concentrò sui pesticidi. Nel 1962 pubblicò Silent Spring, la sua opera più conosciuta, in cui denunciava gli effetti dannosi dei pesticidi sull’ambiente. Il titolo deriva dal silenzio dei campi in prima vera, causato dalla diminuzione degli uccelli canori, a sua volta provocata dall’uso massiccio di insetticidi, erbicidi e pesticidi, che avevano effetti perturbativi sul sistema riproduttore dell’avifauna. Il libro suscitò polemiche e attacchi dell’industria chimica e un ampio dibattito pubblico sui danni dei pesticidi, contribuendo a lanciare il movimento ambientalista. Se inizialmente venne denigrata e dipinta come una “strega” antiscientifica, contrapposta al rigore delle grandi Corporations dell’Agro-Chimica, Carson in seguito testimoniò davanti al comitato scientifico di Kennedy, che sostenne in gran parte le sue tesi. Indebolita dal cancro al seno, morì il 14 aprile 1964 a Silver Spring, nel Maryland.
Il lavoro di Carson ebbe un forte impatto sul nascente movimento ambientalista ed ecofemminista, il quale si concretizzò nella creazione dell’Environmental Defense Fund (1967) e dell’Agenzia per la Protezione Ambientale – EPA (1970), che evitarono il conflitto di interesse delle agenzie federali sui temi agricoli (come l’USDA) e ambientali. Risultato storico fu l’applicazione del Federal Insecticide, Fungicide, and Rodenticide Act del 1972, direttamente collegato al lavoro di Carson. Gran parte delle misure furono successivamente depotenziate nel corso dell’amministrazione Reagan.
Dopo la morte, la sua opera fu celebrata da istituzioni governative, organizzazioni ambientaliste e società accademiche: nel 1973 entrò nella National Women’s Hall of Fame e nel 1980 ricevette la Medaglia Presidenziale della Libertà. Le furono dedicati centri di ricerca, college, navi oceanografiche, scuole, ponti, aree di conservazione e percorsi di trekking, monumenti e persino un poema sinfonico. La sua eredità sopravvive anche nel Rachel Carson Prize a Stavanger e nei premi della American Society for Environmental History, della Society for Social Studies of Science e della Society of Environmental Journalists.

