Napoleone Passerini

Ott 26, 2017 | Personaggi | 0 commenti

Napoleone Passerini e l’Istituto Agrario di Scandicci fra istruzione e innovazione agricola

Il Conte Napoleone Pio Passerini (Firenze, 23 marzo 1862 – Firenze, 11 maggio 1951) è una personalità ancora poco conosciuta dell’agricoltura italiana. Nato da famiglia nobile, di origine cortonese, con ampi possedimenti in val di Chiana come la fattoria di Bettolle, Passerini svolse i suoi studi nelle scienze naturali a Firenze diventando uno degli allievi prediletti di Adolfo Targioni Tozzetti, personalità di spicco del panorama scientifico italiano di fine ottocento. Appassionato di chimica, botanica e zoologia, Passerini aveva un ampia formazione scientifica che gli permetteva di pubblicare articoli su temi di chimica agraria e del suolo, di agronomia – tra cui un manuale molto interessante di agronomia edito prima a Firenze nel 1889 e poi da Vallardi nel 1905- di viticoltura ed enologia e di entomologia come risulta dalla lunga lista dei suoi lavori compilata dagli allievi in occasione delle celebrazioni in suo onore del 1952, un anno dopo la sua morte.

Proprietario di due importati fattorie di Bettolle in Valdichiana e di Scandicci nei pressi di Firenze, Napoleone Passerini introdusse innovazioni e miglioramenti nell’ordinamento colturale. Nella fattoria di Bettolle, fu tra i primi a promuovere la coltivazione del tabacco nella provincia di Arezzo e già dal 1905 fu tra le prime a coltivare il Kentucky come azienda in concessione speciale, ovvero con tabacchiere costruite in mattoni per realizzare la cura in azienda del tabacco. Inoltre nella stessa  azienda, dagli inizi del secolo, Passerini permise la selezione nei suoi allevamenti, della razzaChianina grazie al contributo di Ezio Marchi e del Prof. Renzo Giuliani, più tardi autorevole Presidente dell’Accademia dei Georgofili.

Ma la notorietà di Napoleone Passerini si deve a quello che fu il suo progetto più importante: la scuola per agenti agrari – nota come Istituto agrario – di Scandicci destinata all’istruzione dei fattori. L’esperienza dell’insegnamento iniziò nel 1882 quando, ancora studente, Passerini iniziò a tenere dei corsi pratici agli agricoltori presso la sua fattoria a Scandicci Alto. Due anni dopo, rendendosi conto della necessità di istruzione di tecnici, fondò l’Istituto agrario di Scandicci che diresse fino alla morte avvenuta nel 1951. L’istituto fu una esperienza all’avanguardia per il periodo. Nei programmi della scuola, accanto ad un insegnamento teorico rigoroso, si affiancava la pratica in campo che si avvaleva di moderni laboratori, di un museo di storia naturale con importanti collezioni scientifiche e di un’ampia superficie di terreno dove svolgere sperimentazioni ed esperienze pratiche che vennero raccolte in vari numeri di un bollettino edito dall’Istituto. Agli inizi del XX secolo l’Istituto era diventato un’importante stazione di sperimentazione agraria sia sul frumento che sugli aspetti tecnologici dell’enologia e dell’olivicoltura. Proprio da alcuni professori e dallo stesso Passerini era nato verso il 1898 l’Istituto zimotecnico di Scandicci per la produzione di lieviti selezionati per l’enologia la cui attività è durata fino ai giorni nostri. 

Particolarmente interessante fu anche l’attività svolta per la selezione del frumento visto che Passerini fu tra i primi a occuparsi della selezione e del miglioramento delle semente in Toscana. Fin dal 1888, presso l’Istituto di Scandicci, furono iniziate le sperimentazioni sui grani Gentil rosso, Gentil bianco e Mazzocchio e, negli anni successivi la selezione continuò per il solo Gentil rosso che fu diffuso, proprio dall’Istituto, come sementa selezionata fin dal 1891 conquistando il primo premio alle mostre di Pisa (1901) e di Firenze (1904). Nel 1900 Passerini e i suoi collaboratori provarono a ottenere degli ibridi Gentil Rosso x Noè ottenendo numerosi individui interessanti alcuni dei quali (n. 40 e 46) avevano i caratteri ricercati, ovvero statura minore e spighette più slargate. Queste popolazioni dettero buona prova in campo per la loro resistenza all’allettamento ed ottennero ottimi risultati produttivi tanto che furono coltivati per diversi anni prima che altre varietà si presentassero sul mercato.

L’istituto agrario di Scandicci nel corso dei suoi oltre sessanta anni di attività formò intere generazioni di fattori e di agenti rurali: nel solo periodo fra il 1884 e il 1909 di 473 studenti iscritti se ne diplomarono 158 di cui 148 erano diventati amministratori o fattori di aziende agricole. E il numero di iscritti sarebbe cresciuto sensibilmente nel corso del periodo fra le due guerre. Purtroppo l’istituto non sopravvisse che per poco tempo alla morte del suo fondatore. Già nel 1953, due anni dopo la morte del Passerini, nonostante le promesse e i proclami di mantenere in vita l’attività didattica, l’Istituto agrario cessò l’insegnamento e gli studenti dovettero concludere gli studi all’Istituto agrario privato di Villa Castelletti a Signa. Ben presto le collezioni dell’Istituto furono smembrate, in parte inviate all’Università o all’Istituto tecnico agrario delle Cascine (che ancora conserva il busto in bronzo del Passerini e parte delle collezioni scientifiche) e in parte disperse. L’attività di insegnamento e di educatore del Passerini tuttavia non si era limitata al solo Istituto di Scandicci: la sua passione per la didattica lo portò a insegnare, dal 1894, Industrie agrarie all’Istituto superiore agrario di Pisa mentre, dal 1923 a 1937, ricoprì la cattedra di Agronomia e Agricoltura all’Università di Pisa che era stata già di Cosimo Ridolfi e Cuppari. La personalità del Passerini è però ancora più ricca: Vice presidente dei Georgofili fra il 1906 e il 1910, Presidente della Società Botanica italiana e di molte altre istituzioni scientifiche fu nominato nel 1910 Senatore del Regno ricoprendo, al contempo, numerose cariche pubbliche come quella di Sindaco di Casellina e Torri e Consigliere Provinciale di Firenze. A titolo di curiosità riportiamo la sua enorme passione per la caccia e per la pesca (che svolgeva volentieri nei 60 ettari di area paludosa che aveva nei pressi dell’Osmannoro a Firenze dove ora sorge l’impianto detto, appunto, di Case Passerini) che lo portò a conquistare oltre 40 medaglie d’oro e numerosi premi e riconoscimenti.

 

 

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