Il naturalista che scoprì l’ergotismo
di Daniele Vergari

La coltivazione della segale e di alcuni cereali minori, in certe zone d’Europa, era sempre stata poco considerata per il rischio che si incorresse nella contaminazione delle farine a causa di un fungo parassita (ma questo si scoprì solo a metà del XIX secolo) i cui corpi fruttiferi contenevano una grande quantità di alcaloidi psicoattivi vicini alle ergotine e quindi precursori dell’acido lisergico (o LSD).
Questi “sclerozi” pieni di sostanze allucinogene e psicotrope purtroppo spesso finivano nelle farine e, al tempo di un’agricoltura di sopravvivenza e scarsamente incline a gettare via prodotti anche se contaminati, entravano nel circuito delle farine e della produzione del pane, dando origine a prodotti che avevano vari effetti allucinogeni.
Non mancano testimonianze riconducibili all’uso della segale contaminata per un fenomeno che si era manifestato nel corso del medioevo ed era
noto fin dal XVII secolo, tanto che nel 1676 gli scienziati francesi riuscirono a convincere le autorità a proibire l’uso della segale in luogo del frumento per preparare il pane. Sembra ormai acclarato che alcuni casi di avvelenamento e di stregoneria del medioevo fossero da attribuirsi all’ingestione della Claviceps purpurea.
La contaminazione della Claviceps era particolarmente pericolosa perché l’acido lisergico e i vari derivati avevano effetti devastanti sulla salute degli intossicati: convulsioni, allucinazioni, visioni che spesso portavano alla morte del soggetto.
È plausibile e sembra ormai accertato che anche molti processi di stregoneria, svoltisi a partire dalla seconda metà del XV secolo in tutta Europa e in America, fossero rivolti a soggetti che avevano ingerito pane o altri alimenti contaminati dalla Claviceps.
La scoperta del ciclo di questo singolare fungo fu scoperta solo nella metà dell’Ottocento grazie all’opera di Louis-René Tulasne (1815-1885), conoscitore della botanica e assistente di Augustin de Saint-Hilaire (1779-1853) in Sud America, dove quest’ultimo stava preparando un’opera sulla flora brasiliana. L’esperienza per Tulasne fu importante anche per entrare nel 1842 nel prestigioso Museé de Histoire naturelle di Parigi come naturalista aggiunto. Nel 1845 fu eletto a succedere a Adrien de Jussieu all’Accademia delle Scienze.
Dedicatosi alla micologia, fu un ottimo osservatore al microscopio e questo gli permise di comprendere i complessi meccanismi di sviluppo e riproduzione introducendo il concetto di pleomorfismo ovvero la variazione della forma dei funghi a seconda del substrato di crescita. Nei suoi studi descrisse per primo il complesso ciclo di riproduzione della Claviceps purpurea aiutando così a capirne la diffusione e contribuendo a evitare le intossicazioni e gli avvelenamenti anche se, a onor del vero, già nel XVII secolo Denis Dodart (1634-1707), naturalista e medico parigino molto noto all’epoca, aveva già messo in relazione gli avvelenamenti da Claviceps, detti Ergotismo, con alcune manifestazioni mediche. Gli studi di Tulasne furono fondamentali per comprendere la natura di questo fungo e furono proseguiti da vari botanici e chimici, come Albert Hofmann (1906-2008) che agli inizi degli anni ‘40 del secolo scorso identificò l’acido lisergico con le sue potenzialità mediche e la sua tossicità.
Oggi gli avvelenamenti dovuti all’ingestione sono diventati per fortuna sporadici e molto rari. L’ultimo episodio significativo avvenne nel 1951 a Pont-Saint-Esprit (Gard) dove oltre 250 persone presentarono sintomi di episodi psicotici, allucinazioni, tentativi di suicidio e convulsioni. Il panettiere locale rischiò il linciaggio e fu salvato dalla gendarmeria. Solo dopo alcune settimane, il mugnaio del paese confessò di aver tagliato la farina di grano con quella di segale avariata per risparmiare alcune migliaia di franchi dell’epoca.


