Il Piccolo Mostro e la Simbiogenesi

Ago 7, 2021 | Comunità

di Claudio Pozzi – Coordinatore Rete Semi Rurali

Questo editoriale è frutto di suggestioni e spunti nati dal personaggio del mese, la biologa Lynn Margulis autrice della teoria della simbiogenesi, che afferma che non solo la selezione naturale, ma anche la collaborazione e la simbiosi, sono alla base dei processi evolutivi. Mi sembra una metafora interessante per leggere l’evoluzione di Rete Semi Rurali.

Ho visto nascere la Rete nel 2007 in un momento di sintesi fra alcuni organismi associativi che davano vita ad una struttura in grado di promuovere e fortificare la biodiversità coltivata e i diritti universali degli agricoltori. Da subito RSR ha compiuto salti evolutivi, dimostrandosi più plastica e resiliente dello stesso contesto che ne aveva favorito la nascita e favorendo la crescita di nuovi equilibri associativi partendo dai territori. La precedente teoria di Goldschmidt dei salti evolutivi che danno origine a “piccoli mostri speranzosi” ben spiega questa evoluzione, ma da sola non basta. Infatti, la chiave del successo di RSR è la capacità di creare simbiosi con nuovi organismi e territori attraverso una paziente inoculazione di enzimi che ne hanno pian piano trasformato anima e corpo consolidando le relazioni e la fiducia con chi dall’inizio ha partecipato alla sua vita e finendo per perdere la fiducia e il sostegno di chi l’ha probabilmente solo osservata.

Ecco qui prender corpo la simpatia per la tesi di Lynn Margulis, che trovate efficacemente sintetizzata a pag 15. Non è un semplice meccanismo di selezione ambientale ad aver fatto sopravvivere il piccolo mostro speranzoso ma la sua capacità di adattarsi all’ambiente che lo ospita, a sua volta influenzandolo e modificandolo. Una danza incessante di relazioni non statiche che si mettono in gioco per una sempre migliore vivibilità delle comunità e dei territori che oggi si preparano a vivere il domani correggendo con consapevolezza la rotta per aggirare l’inevitabile tempesta.

Nel 2021 stiamo realizzando la transizione formale di Rete Semi Rurali nel mondo del Terzo Settore: in realtà non è un semplice cambio di statuto o di organigramma quello che ci attende. La sfida sarà il riconoscersi in una vera e propria nuova aggregazione sancita da rinnovati patti che meglio rappresentino ciò che la Rete è diventata negli anni e che, pur fra non poche difficoltà, è chiamata a rimanere nel tempo: un agente di sinergiche, od ancor meglio simbiogenetiche, animazioni che legano soggetti e territori fra loro diversi in continua trasformazione evolutiva. Questo cambiamento formale di pelle consentirà un adattamento più efficace al metabolismo dei tempi attuali; ben consci del resto che, se il compito lo sapremo svolgere a dovere, non sarà l’ultima metamorfosi da affrontare.

I segnali positivi sono molteplici: mentre si amplificano gli echi del successo della Summer School sul Trattato FAO, partecipata e formativa nelle competenze e nelle alleanze, si tirano le fila dei progetti Liveseed e Dynaversity che forniscono nuovi strumenti per l’animazione delle comunità locali in una prospettiva europea; al contempo le Case delle Sementi e l’agricoltura sociale ed urbana conquistano nuovi spazi nelle attenzioni e nelle pratiche. Avremo il nostro da fare per soddisfare le esigenze di Gaia, dando gambe alla speranza del nostro “piccolo mostro”, per divenirne organelli simbiogenetici.

Notiziaro 26

Send this to a friend