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Un nuovo piano sementiero per l’agricoltura biologica

PresentazioneNIn un quadro Europeo in cui le aziende agricole riproducono autonomamente meno dell’1%delle sementi per la coltivazione di ortaggi e solo il 50% per la semina dei cereali, appareevidente come la disponibilità sul mercato di sementi biologiche e biodinamiche di qualitàsia fondamentale per un sano sviluppo del settore.Attualmente infatti, la maggior parte dei semi disponibili sul mercato e quindi utilizzati anchein agricoltura biologica, proviene da varietà selezionate per rispondere agli imput di altrimodelli agricoli e riprodotte con metodo convenzionale.NL’agricoltura biologica ha urgente bisogno di sementi e varietà alternative!NIl recente accordo sul nuovo regolamento europeo per il biologico, prevede l’eliminazioneprogressiva delle deroghe all’uso di materiale riproduttivo vegetale non biologico. LaCommissione dovrebbe esaminare la situazione della disponibilità di tale materialenell’Unione e sulla base della disponibilità di materiale conforme, raccolto dalla banca datie dai sistemi istituiti dagli Stati membri, dovrebbe presentare, cinque anni dopo l’entrata invigore del nuovo regolamento, una relazione a Parlamento e Consiglio sulla disponibilità ele ragioni di un eventuale utilizzo limitato di tale materiale da parte degli operatori biologici.A fronte di una crescita di superfici e operatori superiore al 20%, si registra una forte contrazionenella disponibilità di sementi e di altri materiali di propagazione vegetativa per l’agricolturabiologica che vanifica uno dei principali obiettivi del “Piano nazionale sulle sementibiologiche” emanato nel 2008 dal Mipaaf, affidato a Ense/Crea e concluso nell’autunno del2014.NLa moltiplicazione di sementi con metodo biologico è passata in Italia da 10.600 ettari nel2009, a soli 7.500 ettari nel 2013, con una contrazione che gli ultimi dati disponibili attestanoal 30%.NSolo nel 2016, le autorizzazioni concesse alle richieste di deroga, ai sensi del regolamento CE889/2008 per l’utilizzo di sementi convenzionali in bio, sono risultate 59.852, a fronte di 63.810richieste al CREA; cioè il 93,8% del totale. Di queste: il 34,3% per le ortive, il 23,6% per i cereali, il17,3 per le foraggere, il 10,8% per le specie arboree a cui si aggiunge il 7,2% per la vite.Il D.M. 24 febbraio 2017 ha istruito una Banca Dati delle Sementi bio (BDS), dando anche ledisposizioni per l’uso di sementi e materiale di moltiplicazione vegetativa non ottenuti con ilmetodo di produzione biologico.NLa BDS verrà resa disponibile sul Sistema informativo biologico (SIB) e conterrà l’elenco dellespecie e varietà di sementi e/o di materiale di moltiplicazione vegetativa prodotti in biologicodisponibili sul mercato nazionale e relativi fornitori.Definirà liste di equivalenza varietale, per determinate specie, al fine di garantire unimpiego preferenziale di materiale biologico e ridurre il numero di deroghe rilasciate, senzadeterminare pregiudizio per l’operatore.Semplificherà la procedura necessaria al rilascio delle deroghe all’impiego materialeriproduttivo non ottenuti con il metodo di produzione biologico.NTuttavia la condicio sine qua non per il corretto funzionamento della BDS è rappresentatadalla disponibilità delle sementi biologiche da parte dei fornitori di tale materiale, ove perfornitori si intendono:N• gli operatori biologici iscritti nell’elenco di cui all’art. 7 del decreto ministeriale 1° febbraio2012 n. 2049, registrati come tali nella BDS;N• i venditori che trattano sementi e/o materiale di moltiplicazione vegetativa biologicipreconfezionati, registrati come tali nella BDS, anche se non sono operatori biologici.NMa il problema non è solo la disponibilità quantitativa di sementi e altro materiale dipropagazione ma le caratteristiche di questi, con quali obbiettivi sono state selezionate eda che tipo di selezione e miglioramento genetico provengono.Aiab e Anabio sostengono il miglioramento genetico partecipativo, con la collaborazionedi agricoltori, tecnici e ricercatori, per selezionare varietà che rispondano alle esigenze deglioperatori, adatte ai diversi contesti pedo-climatici e ai diversi sistemi colturali coinvolgendo.A tal riguardo, anche per nostro merito, l’articolo 13 della Proposta di legge Fiorio”Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentarecon metodo biologico” prevede il miglioramento genetico partecipativo “riconoscendoagli agricoltori il diritto di vendita diretta ad altri agricoltori in ambito locale e in quantitàlimitata secondo quanto previsto dalla “Ratifica ed esecuzione del Trattato internazionalesulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura adottato dalla 31° riunionedella Conferenza della FAO a Roma il 3 novembre 2001″Con il convegno vogliamo verificare la disponibilità da parte dei soggetti produttivi dellafiliera delle sementi biologiche a chiedere al Ministero delle politiche agricole la stesuradi un nuovo Piano Nazionale per le sementi biologiche per offrire nel medio periodo, alleimprese agricole biologiche materiale riproduttivo in qualità e quantità adeguate.NSu questa domanda abbiamo chiamato al confronto, sia esperti di primo livello perragionare su soluzioni innovative, sia i rappresentanti della filiera produttiva biologica a perdichiarare i propri intendimenti.NNProgrammaNore 9.30 Saluti Dino Scanavino | Presidente nazionale Cia – Agricoltori Italiani ore 9.40 Introduzione al tema e obbiettivi della giornata Vincenzo Vizioli | Presidente Aiab I temi – ComunicazioniNore 10.00 Biodiversità e salute Salvatore Ceccarelli | GenetistaNore 10,20 La situazione normativa Riccardo Bocci | Rete Semi RuraliNore 10.40 Il progetto Cereali resilienti:l’innovazione di una rete sementiera diffusa Stefano dell’Anna | FIRABNLe esperienzeNore 11.00 La selezione partecipata per la costituzione di varietà da orto Gabriele Campanelli | CREA-OFNore 11.15 Un diverso modo di essere ditta sementiera Antonio Lo Fiego | ArcoirisNore 11.30L’attività di campo per un progetto di semente diffusa Rosario Floriddia | Az. Agricola Bio FloriddiaNore 11.45 Il perché dell’interesse per i grani antichie la necessità di un miglioramento genetico Stefano Benedettelli | DISPAA FirenzeNNore 12.00 Tavola Rotonda La filiera biologica del frumento Senatore Cappelli AIAB, Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, CREA*, Mipaaf*NCoordina Antonio Sposicchi | Direttore AnabioN

Luogo

Via Mariano Fortuny 16, 00196 Roma, Lazio, Italia
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